Consulenza AI · Milano
Prima di comprare uno strumento serve sapere che cosa risolve, e quanto vale qui dentro. Io parto dai processi delle imprese di Milano: guardo come lavori adesso e metto alla prova ogni idea sul materiale che hai in archivio. Poi ti consegno un documento che mette un numero su ognuna, comprese quelle da lasciar stare. Se decidi di accendere qualcosa, lo seguo io, a prezzo concordato prima.
A decidere non è la tecnologia ma il mestiere: lo stesso strumento in un settore si ripaga, in un altro è una spesa e basta. A Milano il software non manca: ne girano troppi, e quasi mai si parlano fra loro. Studi professionali, società di servizi, negozi e showroom della moda vivono degli stessi dati, ricopiati a mano da un sistema all’altro. E il perimetro non è solo il centro: la Città metropolitana di Milano arriva a Rho, a Sesto e fino all’Adda. Sotto trovi, settore per settore, il tipo di lavoro che mi chiedono in città e nell’hinterland.
Cercare dentro i propri fascicoli e preparare la bozza di un atto tolgono ore ogni settimana. Il parere che porta una firma resta un’altra cosa, e i due usi vanno tenuti separati fin dall’inizio.
Smistare i ticket e preparare la prima bozza di risposta si ripagano quasi subito. Sul codice l’AI accelera chi già sa leggerlo, e questo va detto chiaro: non sostituisce una figura tecnica.
Descrizioni di prodotto, risposte ai clienti e previsione del riordino rendono in poche settimane. Sui prezzi è meglio fermarsi prima: un modello che li muove da solo porta rischi che nessun negozio vuole.
Schede tecniche e traduzioni di collezione escono bene da quello che hai già in archivio. Il colore e la mano del tessuto no: la macchina sbaglia ancora, e il campionario resta il giudice.
Tre famiglie di intervento, un interlocutore unico. Costruisco io, niente subappalti.
Uno studio da dieci persone vuole sapere se l’AI può scrivere gli atti. Nell’analisi guardo come si lavora davvero: ogni giorno i professionisti cercano precedenti negli incartamenti dello studio, e ogni volta ricominciano da capo, perché l’archivio è ordinato per anno e non per materia.
Il report divide in due quello che sembrava un problema unico. Ritrovare un precedente si accende subito e si misura in giorni. Scrivere un atto resta un assistente con revisione obbligatoria, e la firma non si sposta. Il secondo intervento è la raccolta dei documenti dai clienti, smistati appena arrivano.
Di consulenti che raccontano cosa si potrebbe fare ne trovi quanti ne vuoi. Il Check-up arriva un passo dopo: quanto pesa ogni ipotesi, in che ordine metterle e quali scartare. Quattro passaggi in pochi giorni.
Tre quarti d’ora sul lavoro vero: cosa decidi ogni giorno, su quali dati, e quale domanda rimandi da mesi. Nessuna demo, nessuno strumento nominato.
Provo le ipotesi sui tuoi materiali, non su un caso di scuola. Quelle che costano più di quanto rendono cadono qui, prima che tu spenda.
Le voci in ordine di ritorno: ore liberate, costo degli strumenti, impatto al mese. In fondo le bocciate, e perché.
Rileggiamo il report insieme e scegli tu da dove partire. Il prezzo degli interventi che accendi è fisso e concordato prima.
Un report sui tuoi processi: per ciascuna voce le ore liberate a settimana, il costo degli strumenti e l’impatto al mese. Accanto, l’elenco di ciò che ho provato e che non regge, spiegato riga per riga. Il documento è tuo: se domani lo porti a un altro fornitore, funziona lo stesso.
Perché lo strumento sbagliato costa poco e te ne accorgi solo dopo mesi. Qui si misura prima quanto vale nel tuo caso, e si sceglie dopo: sembra un dettaglio, e invece è tutta la differenza.
Quattro giorni dalla call. Ti servono tre quarti d’ora con chi il lavoro lo fa tutti i giorni, più qualche esempio vero da guardare insieme: preventivi, email, documenti che girano. Nient’altro, e nessuno deve preparare slide per me.
No. Per l’analisi uso modelli che non riusano i contenuti dei clienti, e dove il materiale è sensibile lavoro su esempi resi anonimi. Per ogni intervento proposto scrivo quali dati passerebbero dove e per quanto tempo restano: la decisione la prendi sapendo.
Io, se lo vuoi: la stessa persona che ha fatto l’analisi costruisce la parte che hai scelto, a prezzo fisso concordato prima. Se invece preferisci muoverti internamente, il report basta a farlo fare a chiunque, perché contiene i passaggi e non soltanto l’idea.
Una call di 45 minuti sui tuoi processi: esci sapendo su quale pezzo del lavoro vale la pena provare e dove sarebbero soldi buttati.
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