Software house · Milano
TheDrobot è la software house che affianca le PMI di Milano e provincia: sviluppo software su misura, automazioni e integrazione AI nei processi, con un solo interlocutore tecnico dal preventivo al rilascio. Lavoro da remoto, tu vedi ogni avanzamento e il prezzo lo conosci prima di partire.
Il settore decide che cosa vale la pena costruire, e in che ordine. A Milano il software non manca: ne girano troppi, e quasi mai si parlano fra loro. Studi professionali, società di servizi, negozi e showroom della moda vivono degli stessi dati, ricopiati a mano da un sistema all’altro. E il perimetro non è solo il centro: la Città metropolitana di Milano arriva a Rho, a Sesto e fino all’Adda. Sotto trovi, settore per settore, il tipo di lavoro che mi chiedono in città e nell’hinterland.
Pratiche e scadenze in un cruscotto unico, con i documenti richiesti al cliente finché non arrivano. Le ore fatturabili tornano ai professionisti, non alla segreteria.
Il lavoro che vendi a ore va misurato: ticket smistati dall’AI, tempo per cliente contato dal sistema, report di fine mese pronti senza il venerdì pomeriggio passato in Excel. Così il rinnovo del contratto si discute sui numeri.
Listini allineati fra negozio, e-commerce e agenti, con il prezzo che si cambia una volta sola. Ordini e resi entrano nel gestionale da soli e il magazzino torna credibile.
Modelli, varianti e campionari in un archivio solo, con le schede tecniche generate nella lingua del cliente. La collezione nuova parte senza ribattere i file della precedente.
Tre famiglie di intervento, un interlocutore unico. Costruisco io, niente subappalti.
In uno studio da nove persone il tempo se ne va nella rincorsa. Documenti chiesti tre volte allo stesso cliente, scadenze su calendari diversi, e la segreteria che ogni mattina perde un’ora e mezza a mandare promemoria uno per uno.
L’intervento: un cruscotto unico delle pratiche, con le richieste ai clienti che partono da sole e insistono finché il documento non arriva. Le ore si registrano sulla pratica, non su un foglio, e a fine mese la parcella si prepara da sé.
Sull’AI girano molte presentazioni e pochi conti. Io parto dal Check-up: quattro passaggi in pochi giorni, e alla fine hai numeri su cui decidere.
Call di 45 minuti sui tuoi processi reali. Zero pitch: domande, e nove volte su dieci bastano le email a far emergere il collo di bottiglia.
Studio i flussi e preparo mockup funzionanti delle soluzioni, non descrizioni astratte.
Le opportunità quantificate: ore liberate a settimana, costo degli strumenti, impatto economico mensile.
30 minuti insieme sul report. Decidi tu cosa implementare, con prezzo fisso concordato prima.
Dal Check-up AI: una call di 45 minuti sui processi veri, poi analizzo i flussi e torno con un report che quantifica le opportunità in ore e in euro al mese. Costa una cifra fissa, decisa prima, e alla fine decidi tu se e cosa costruire. Vale per Milano come per il resto d’Italia: il Check-up si fa da remoto.
Serve soprattutto alle piccole, perché là il lavoro ripetitivo se lo prende chi dovrebbe fare altro. Sotto le dieci persone il guadagno vero è uno solo: il titolare smette di fare data entry la sera. Se dai numeri non esce un vantaggio, te lo dico e non se ne fa niente.
Sui tuoi sistemi, o su server europei intestati a te. Documento cosa passa dove, e per i documenti riservati uso modelli che non riusano i tuoi contenuti. Accessi e chiavi restano in azienda anche dopo il rilascio.
No. Si parte da un intervento con prezzo fisso concordato prima, e finisce lì. Il canone esiste solo se vuoi manutenzione ed evoluzione continue, e si giustifica con i numeri: se non li fa, si chiude senza penali.
Con le stesse due misure di partenza: ore recuperate a settimana e tempo di attraversamento del processo. Le stimiamo nel report prima di costruire, le rileggiamo dopo il rilascio. Se un numero non si muove, si mette mano a quel pezzo.
Una call di 45 minuti, zero impegno: esci con almeno un’idea chiara di dove stai perdendo ore ogni settimana.
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