Software house · Bergamo
Sono la software house che le PMI bergamasche chiamano quando il gestionale comprato anni fa non segue più il lavoro: sviluppo su misura, automazioni e AI dentro i processi, con un solo tecnico che risponde. Lavoro da remoto, il prezzo lo concordiamo prima e ogni avanzamento lo vedi.
Nelle valli Seriana e Brembana la meccanica lavora quasi tutta in subfornitura: lotti piccoli, disegni che cambiano in corsa e clienti che vogliono la conferma d’ordine entro sera. Sono oltre 82.000 le imprese attive iscritte alla Camera di commercio di Bergamo. Il software da scaffale copre la parte facile e si ferma dove comincia il tuo modo di lavorare. Qui sotto i settori su cui intervengo più spesso in provincia, con un esempio per ciascuno.
Gestionali che trasformano la distinta base in preventivo in minuti, non in giornate. L’AI legge la richiesta del cliente, propone il prezzo, il tecnico approva.
Modelli, varianti e campionari in un archivio solo, con le schede tecniche generate nella lingua del cliente. La collezione nuova parte senza ribattere i file della precedente.
Bolle e documenti di trasporto letti dall’AI e riversati nel gestionale, senza data entry serale. Il cliente segue il suo carico da un link e smette di telefonare.
Rapportini di cantiere compilati dal telefono, con ore, materiali e foto legate alla commessa giusta. I documenti in scadenza avvisano prima, non quando arriva il controllo.
Fonte dato imprese: registro imprese, Camera di commercio di Bergamo.
Tre famiglie di intervento, un interlocutore unico. Costruisco io, niente subappalti.
Un’officina da dodici persone che lavora in subfornitura riceve disegni e revisioni per email, a volte due nello stesso giorno. Chi prepara la distinta lavora sull’ultima versione che ha visto, e ogni tanto la revisione buona salta fuori quando il pezzo è già in macchina.
L’intervento: ogni commessa ha la sua cartella, il sistema riconosce codice e revisione del disegno e avvisa chi sta lavorando su una versione superata. Le ore di reparto si registrano dal tablet e finiscono nel costo del pezzo, senza passare da un foglio di calcolo.
Sull’AI girano molte presentazioni e pochi conti. Io parto dal Check-up: quattro passaggi in pochi giorni, e alla fine hai numeri su cui decidere.
Call di 45 minuti sui tuoi processi reali. Zero pitch: domande, e nove volte su dieci bastano le email a far emergere il collo di bottiglia.
Studio i flussi e preparo mockup funzionanti delle soluzioni, non descrizioni astratte.
Le opportunità quantificate: ore liberate a settimana, costo degli strumenti, impatto economico mensile.
30 minuti insieme sul report. Decidi tu cosa implementare, con prezzo fisso concordato prima.
Dipende dal perimetro. Quanto costa lo sai prima di dire di sì, e da lì non si muove. Una singola automazione sta sotto il costo mensile di un impiegato; per un gestionale intero il numero esce dal Check-up, quando sappiamo cosa serve davvero e cosa si può tagliare.
Sì, ed è quasi sempre la strada giusta. Con le imprese di Bergamo si parte dal processo che brucia più ore, di solito preventivi o email: in due o tre settimane è in produzione e si misura. Il resto arriva dopo, pagato dalle ore che quel primo pezzo ha liberato.
Nella maggior parte dei casi sì: leggo e scrivo sui sistemi che hai già, senza buttare via nulla. Dove non esiste un aggancio pulito costruisco un ponte dedicato. Quello che funziona resta al suo posto, anche se non l’ho scritto io.
Io. Niente subappalti e niente passaggi di consegne a un team che non hai mai sentito: parli con la stessa persona che scrive il codice, dalla prima call al rilascio. Se serve una figura in più, lo sai prima che entri.
Si corregge la rotta alla demo successiva, non a fine progetto. Ogni sprint chiude con qualcosa che puoi usare: se una funzione non serve più la togliamo dal piano, e il budget resta quello concordato.
Portami il processo che ti fa perdere più tempo. In 45 minuti ti dico se si automatizza, quanto costa e da dove conviene partire.
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