Software house · Treviso
Sono la software house che le PMI trevigiane chiamano quando il gestionale comprato anni fa non segue più il lavoro: sviluppo su misura, automazioni e AI dentro i processi, con un solo tecnico che risponde. Lavoro da remoto, il prezzo lo concordiamo prima e ogni avanzamento lo vedi.
Fra Montebelluna e Asolo si fanno scarponi e calzature tecniche da generazioni, e la Fondazione Sportsystem ne tiene la memoria. Le aziende, intanto, rifanno i modelli a ogni stagione. Poco più a nord ci sono le colline del Prosecco. In mezzo lavorano i mobilifici del Quartier del Piave e le fabbriche di elettrodomestici che hanno fatto la Marca. Il software da scaffale copre la parte facile e si ferma dove comincia il tuo modo di lavorare. Qui sotto i settori su cui intervengo più spesso in provincia, con un esempio per ciascuno.
Modelli, varianti e campionari in un archivio solo, con le schede tecniche generate nella lingua del cliente. La collezione nuova parte senza ribattere i file della precedente.
Tracciabilità dei lotti dal campo allo scaffale, vendita diretta online senza commissioni ai marketplace. Il riordino parte da solo quando le scorte scendono sotto soglia.
Configuratori che dal disegno del cliente tirano fuori distinta, prezzo e data di consegna. Il rivenditore ordina da solo, e l’ufficio tecnico torna a progettare invece di rispondere al telefono.
Gestionali che trasformano la distinta base in preventivo in minuti, non in giornate. L’AI legge la richiesta del cliente, propone il prezzo, il tecnico approva.
Tre famiglie di intervento, un interlocutore unico. Costruisco io, niente subappalti.
Un conto terzi da quattordici persone lavora per tre marchi diversi, e ognuno manda gli ordini a modo suo: un file, un portale, una email con la tabella incollata dentro. In produzione arriva quello che qualcuno ha ricopiato, e le taglie sbagliate saltano fuori in imballaggio.
L’intervento: gli ordini dei marchi entrano da un punto solo, il sistema controlla taglie, colori e quantità prima di mandarli in produzione e segnala quello che non torna. L’avanzamento lo vede anche il cliente, senza che nessuno risponda al telefono.
Sull’AI girano molte presentazioni e pochi conti. Io parto dal Check-up: quattro passaggi in pochi giorni, e alla fine hai numeri su cui decidere.
Call di 45 minuti sui tuoi processi reali. Zero pitch: domande, e nove volte su dieci bastano le email a far emergere il collo di bottiglia.
Studio i flussi e preparo mockup funzionanti delle soluzioni, non descrizioni astratte.
Le opportunità quantificate: ore liberate a settimana, costo degli strumenti, impatto economico mensile.
30 minuti insieme sul report. Decidi tu cosa implementare, con prezzo fisso concordato prima.
Dipende dal perimetro. Quanto costa lo sai prima di dire di sì, e da lì non si muove. Una singola automazione sta sotto il costo mensile di un impiegato; per un gestionale intero il numero esce dal Check-up, quando sappiamo cosa serve davvero e cosa si può tagliare.
Sì, ed è quasi sempre la strada giusta. Con le imprese di Treviso si parte dal processo che brucia più ore, di solito preventivi o email: in due o tre settimane è in produzione e si misura. Il resto arriva dopo, pagato dalle ore che quel primo pezzo ha liberato.
Nella maggior parte dei casi sì: leggo e scrivo sui sistemi che hai già, senza buttare via nulla. Dove non esiste un aggancio pulito costruisco un ponte dedicato. Quello che funziona resta al suo posto, anche se non l’ho scritto io.
Io. Niente subappalti e niente passaggi di consegne a un team che non hai mai sentito: parli con la stessa persona che scrive il codice, dalla prima call al rilascio. Se serve una figura in più, lo sai prima che entri.
Si corregge la rotta alla demo successiva, non a fine progetto. Ogni sprint chiude con qualcosa che puoi usare: se una funzione non serve più la togliamo dal piano, e il budget resta quello concordato.
Portami il processo che ti fa perdere più tempo. In 45 minuti ti dico se si automatizza, quanto costa e da dove conviene partire.
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