Software house · Bologna
Cerchi una software house a Bologna? Costruisco gestionali, portali e automazioni cuciti sui processi delle PMI del territorio, con l’AI dove fa risparmiare ore vere. Un interlocutore tecnico solo, prezzo fisso concordato prima, avanzamenti visibili ogni settimana.
Bologna è la capitale delle macchine per il packaging: nella packaging valley fra Ozzano e Crespellano si progettano le linee che confezionano farmaci e alimenti in mezzo mondo. La Fondazione MAST racconta questa cultura del fare dentro una fabbrica ancora attiva. Intorno gravitano la Motor Valley, il Tecnopolo col supercalcolatore e una fiera che muove l’intera città. Prima di scrivere codice guardo come lavori davvero. Questi sono i settori in cui intervengo più spesso da queste parti, e cosa cambia in ognuno.
Gestionali che trasformano la distinta base in preventivo in minuti, non in giornate. L’AI legge la richiesta del cliente, propone il prezzo, il tecnico approva.
Portali ordini che parlano con i gestionali dei capofila, monitoraggio scarti e non conformità con report automatici. Meno Excel condivisi, meno errori di trascrizione.
Il lavoro che vendi a ore va misurato: ticket smistati dall’AI, tempo per cliente contato dal sistema, report di fine mese pronti senza il venerdì pomeriggio passato in Excel. Così il rinnovo del contratto si discute sui numeri.
Pratiche e scadenze in un cruscotto unico, con i documenti richiesti al cliente finché non arrivano. Le ore fatturabili tornano ai professionisti, non alla segreteria.
Tre famiglie di intervento, un interlocutore unico. Costruisco io, niente subappalti.
In molte officine da una quindicina di persone il costo vero di una commessa si scopre quando è tardi per rifare il prezzo. Ogni settimana qualcuno raccoglie i fogli delle ore e ricopia i materiali scaricati a memoria, e il consuntivo arriva lo stesso a mese chiuso.
L’intervento: ore e materiali si registrano in reparto, dal terminale o dal telefono, e il costo si aggiorna mentre la commessa è ancora aperta. Il listino si ricalcola sui costi di adesso, non su quelli dell’anno scorso.
Sull’AI girano molte presentazioni e pochi conti. Io parto dal Check-up: quattro passaggi in pochi giorni, e alla fine hai numeri su cui decidere.
Call di 45 minuti sui tuoi processi reali. Zero pitch: domande, e nove volte su dieci bastano le email a far emergere il collo di bottiglia.
Studio i flussi e preparo mockup funzionanti delle soluzioni, non descrizioni astratte.
Le opportunità quantificate: ore liberate a settimana, costo degli strumenti, impatto economico mensile.
30 minuti insieme sul report. Decidi tu cosa implementare, con prezzo fisso concordato prima.
Dal Check-up AI: una call di 45 minuti sui processi veri, poi analizzo i flussi e torno con un report che quantifica le opportunità in ore e in euro al mese. Costa una cifra fissa, decisa prima, e alla fine decidi tu se e cosa costruire. Vale per Bologna come per il resto d’Italia: il Check-up si fa da remoto.
Serve soprattutto alle piccole, perché là il lavoro ripetitivo se lo prende chi dovrebbe fare altro. Sotto le dieci persone il guadagno vero è uno solo: il titolare smette di fare data entry la sera. Se dai numeri non esce un vantaggio, te lo dico e non se ne fa niente.
Sui tuoi sistemi, o su server europei intestati a te. Documento cosa passa dove, e per i documenti riservati uso modelli che non riusano i tuoi contenuti. Accessi e chiavi restano in azienda anche dopo il rilascio.
No. Si parte da un intervento con prezzo fisso concordato prima, e finisce lì. Il canone esiste solo se vuoi manutenzione ed evoluzione continue, e si giustifica con i numeri: se non li fa, si chiude senza penali.
Con le stesse due misure di partenza: ore recuperate a settimana e tempo di attraversamento del processo. Le stimiamo nel report prima di costruire, le rileggiamo dopo il rilascio. Se un numero non si muove, si mette mano a quel pezzo.
Nessuna slide: guardiamo come lavori adesso, e te ne vai con una stima di ore e di euro su cui ragionare.
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