Software house · Forlì-Cesena
Cerchi una software house a Forlì? Costruisco gestionali, portali e automazioni cuciti sui processi delle PMI del territorio, con l’AI dove fa risparmiare ore vere. Un interlocutore tecnico solo, prezzo fisso concordato prima, avanzamenti visibili ogni settimana.
La Romagna del cibo passa da qui: filiera avicola fra le prime d’Europa, ortofrutta cesenate che detta i prezzi e Macfrut, la fiera internazionale del settore. A Forlì resiste il distretto del mobile imbottito, e la meccanica agricola serve i campi di tutta la valle padana. Prima di scrivere codice guardo come lavori davvero. Questi sono i settori in cui intervengo più spesso da queste parti, e cosa cambia in ognuno.
Tracciabilità dei lotti dal campo allo scaffale, vendita diretta online senza commissioni ai marketplace. Il riordino parte da solo quando le scorte scendono sotto soglia.
Gestionali che trasformano la distinta base in preventivo in minuti, non in giornate. L’AI legge la richiesta del cliente, propone il prezzo, il tecnico approva.
Configuratori che dal disegno del cliente tirano fuori distinta, prezzo e data di consegna. Il rivenditore ordina da solo, e l’ufficio tecnico torna a progettare invece di rispondere al telefono.
Listini allineati fra negozio, e-commerce e agenti, con il prezzo che si cambia una volta sola. Ordini e resi entrano nel gestionale da soli e il magazzino torna credibile.
Tre famiglie di intervento, un interlocutore unico. Costruisco io, niente subappalti.
La scena si ripete in molte aziende di trasformazione da dodici persone: la produzione è buona, la burocrazia se la mangia. Lotti annotati sui quaderni, bolle in un raccoglitore, e quando arriva un controllo qualcuno passa due giorni a ricostruire chi ha comprato cosa.
L’intervento: registrazione dei lotti dal telefono, in reparto, con la filiera ricostruita in automatico dal campo alla consegna. Accanto ci ho messo un negozio online che vende diretto e ordina le etichette prima che finiscano.
Sull’AI girano molte presentazioni e pochi conti. Io parto dal Check-up: quattro passaggi in pochi giorni, e alla fine hai numeri su cui decidere.
Call di 45 minuti sui tuoi processi reali. Zero pitch: domande, e nove volte su dieci bastano le email a far emergere il collo di bottiglia.
Studio i flussi e preparo mockup funzionanti delle soluzioni, non descrizioni astratte.
Le opportunità quantificate: ore liberate a settimana, costo degli strumenti, impatto economico mensile.
30 minuti insieme sul report. Decidi tu cosa implementare, con prezzo fisso concordato prima.
Dal Check-up AI: una call di 45 minuti sui processi veri, poi analizzo i flussi e torno con un report che quantifica le opportunità in ore e in euro al mese. Costa una cifra fissa, decisa prima, e alla fine decidi tu se e cosa costruire. Vale per Forlì-Cesena come per il resto d’Italia: il Check-up si fa da remoto.
Serve soprattutto alle piccole, perché là il lavoro ripetitivo se lo prende chi dovrebbe fare altro. Sotto le dieci persone il guadagno vero è uno solo: il titolare smette di fare data entry la sera. Se dai numeri non esce un vantaggio, te lo dico e non se ne fa niente.
Sui tuoi sistemi, o su server europei intestati a te. Documento cosa passa dove, e per i documenti riservati uso modelli che non riusano i tuoi contenuti. Accessi e chiavi restano in azienda anche dopo il rilascio.
No. Si parte da un intervento con prezzo fisso concordato prima, e finisce lì. Il canone esiste solo se vuoi manutenzione ed evoluzione continue, e si giustifica con i numeri: se non li fa, si chiude senza penali.
Con le stesse due misure di partenza: ore recuperate a settimana e tempo di attraversamento del processo. Le stimiamo nel report prima di costruire, le rileggiamo dopo il rilascio. Se un numero non si muove, si mette mano a quel pezzo.
Nessuna slide: guardiamo come lavori adesso, e te ne vai con una stima di ore e di euro su cui ragionare.
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