Software house · Lodi
Sono la software house che le PMI lodigiane chiamano quando il gestionale comprato anni fa non segue più il lavoro: sviluppo su misura, automazioni e AI dentro i processi, con un solo tecnico che risponde. Lavoro da remoto, il prezzo lo concordiamo prima e ogni avanzamento lo vedi.
Il Lodigiano sta sul corridoio fra Milano e l’Emilia, e i magazzini si vedono dall’autostrada. La zootecnia da latte, qui, ha portato anche ricerca: il Parco Tecnologico Padano lavora su genetica e agroalimentare. Il software da scaffale copre la parte facile e si ferma dove comincia il tuo modo di lavorare. Qui sotto i settori su cui intervengo più spesso in provincia, con un esempio per ciascuno.
Bolle e documenti di trasporto letti dall’AI e riversati nel gestionale, senza data entry serale. Il cliente segue il suo carico da un link e smette di telefonare.
Tracciabilità dei lotti dal campo allo scaffale, vendita diretta online senza commissioni ai marketplace. Il riordino parte da solo quando le scorte scendono sotto soglia.
Listini allineati fra negozio, e-commerce e agenti, con il prezzo che si cambia una volta sola. Ordini e resi entrano nel gestionale da soli e il magazzino torna credibile.
Pratiche e scadenze in un cruscotto unico, con i documenti richiesti al cliente finché non arrivano. Le ore fatturabili tornano ai professionisti, non alla segreteria.
Tre famiglie di intervento, un interlocutore unico. Costruisco io, niente subappalti.
In un magazzino conto terzi con nove persone in squadra il lavoro vero finisce alle sei, poi comincia quello che nessuno vuole fare: bolle e documenti di trasporto ribattuti nel gestionale, un cliente che chiama per sapere dov’è il suo bancale, un foglio di calcolo che vale quanto la memoria di chi lo aggiorna.
L’intervento: i documenti passano dalla lettura AI al gestionale con i controlli giusti, e quello che non torna finisce in una coda da approvare. Chi ha spedito vede lo stato del bancale da solo, senza chiamare il magazzino.
Sull’AI girano molte presentazioni e pochi conti. Io parto dal Check-up: quattro passaggi in pochi giorni, e alla fine hai numeri su cui decidere.
Call di 45 minuti sui tuoi processi reali. Zero pitch: domande, e nove volte su dieci bastano le email a far emergere il collo di bottiglia.
Studio i flussi e preparo mockup funzionanti delle soluzioni, non descrizioni astratte.
Le opportunità quantificate: ore liberate a settimana, costo degli strumenti, impatto economico mensile.
30 minuti insieme sul report. Decidi tu cosa implementare, con prezzo fisso concordato prima.
Dipende dal perimetro. Quanto costa lo sai prima di dire di sì, e da lì non si muove. Una singola automazione sta sotto il costo mensile di un impiegato; per un gestionale intero il numero esce dal Check-up, quando sappiamo cosa serve davvero e cosa si può tagliare.
Sì, ed è quasi sempre la strada giusta. Con le imprese di Lodi si parte dal processo che brucia più ore, di solito preventivi o email: in due o tre settimane è in produzione e si misura. Il resto arriva dopo, pagato dalle ore che quel primo pezzo ha liberato.
Nella maggior parte dei casi sì: leggo e scrivo sui sistemi che hai già, senza buttare via nulla. Dove non esiste un aggancio pulito costruisco un ponte dedicato. Quello che funziona resta al suo posto, anche se non l’ho scritto io.
Io. Niente subappalti e niente passaggi di consegne a un team che non hai mai sentito: parli con la stessa persona che scrive il codice, dalla prima call al rilascio. Se serve una figura in più, lo sai prima che entri.
Si corregge la rotta alla demo successiva, non a fine progetto. Ogni sprint chiude con qualcosa che puoi usare: se una funzione non serve più la togliamo dal piano, e il budget resta quello concordato.
Portami il processo che ti fa perdere più tempo. In 45 minuti ti dico se si automatizza, quanto costa e da dove conviene partire.
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